Il fenomeno cartonero

 

Per case editrici cartoneras intendiamo un preciso fenomeno che si sta diffondendo in quasi tutti i paesi del Latino America e alcuni paesi europei e africani dal 2003 ad oggi.

Tutto è iniziato nel 2003, con la fondazione di Eloísa Cartonera da parte di un pittore e di un poeta, Javier Barilaro e Washington Cucurto.


Ciò che è stupefacente è che il fenomeno di moltiplicazione di case editrici cartoneras ispirate a Eloísa Cartonera è stato velocissimo e assolutamente spontaneo. Se ne sono interessati giornalisti, canali televisivi, gallerie d’arte, editori, ricercatori e professori universitari.

L’Università del Wisconsin- Madison aggiorna costantemente un database online che monitora la diffusione delle case editrici cartoneras nel mondo.

http://researchguides.library.wisc.edu/content.php?pid=33164&sid=250966

Cos’è una casa editrice cartonera

fernanda fotoÈ una casa editrice che rilega i propri libri a mano con tecniche povere e veloci e usa il cartone raccolto per strada per le copertine.

Tutte le copertine sono diverse l’una dall’altra, poiché vengono o dipinte a mano o composte con collage o decorate con tecniche varie.


deme  fernandaLe tirate dei libri aumentano a seconda della domanda: se tutte le copie della prima tirata vengono vendute, il libro si ristampa.

Una casa editrice cartonera non ha bisogno di macchinari particolari: basta una buona fotocopiatrice e un computer su cui impaginare i libri con programmi di impaginazione quali QuarkXpress o Indesign.

Una casa editrice cartonera ha un’anima femminile, perciò porta spesso un nome di donna.

Di solito è un progetto collettivo, basato su laboratori in cui tutti insieme ci si siede ad un tavolo e si fanno i libri, chiacchierando e sviluppando la creatività e la manualità di ognuno.

È importante che i libri siano facili da fare e che tutti, se lo vogliono, possano imparare a diventare “cartoneros”.

Molte case editrici cartoneras lavorano con gruppi di persone disagiate e usano i libri per tenere attività di formazione o semplicemente ludiche.

Gli autori pubblicati sono autori locali, che non trovano spazio nel mercato editoriale nazionale o che, anche se già famosi decidono deliberatamente di concedere il loro testo.ragazze fernanda

Infatti nella maggior parte dei casi le case editrici cartoneras non pagano i diritti di autore: o si pubblicano libri di cui siano scaduti i diritti, oppure si chiede agli autori viventi di concedere il proprio testo alla casa editrice per una tiratura limitata di libri o fino a che lui voglia.

Questo significa che la casa editrice cartonera non ha nessun diritto su quel testo e l’autore rimane libero di pubblicarlo con qualche casa editrice tradizionale.

Una casa editrice cartonera è prima di tutto una provocazione che fa riflettere:

– su cosa sia materialmente un libro e sul suo ruolo oggi nella società;

– sulle leggi internazionali sul copyright, che nonostante siano fondamentali per proteggere l’autore da abusi sulla sua proprietà intellettuale, rischiano di impedire la libera circolazione delle opere d’arte;

– sui filtri mentali che ci impediscono di immaginare un’autoproduzione creativa (in questo caso nell’ambito editoriale);

– sull’efficacia del lavoro di gruppo e l’importanza per la nostra psicologia di fare qualcosa di concreto e progettato insieme ad altre persone;

– sull’importanza della condivisione di saperi per formarsi a una professione;

– sulla possibilità di pensare a nuovi modelli di economia e di gestione soprattutto in paesi in crisi.

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La crisi argentina del 2001 e il mestiere di cartonero

cartonero
Dopo la grande crisi politica del 2001, (sfociata nelle rivolte popolari del 19 e 20 dicembre e con la fuga dal paese del presidente De La Rua dal tetto della Casa Rosada su un elicottero), l’Argentina era una paese sconvolto e disorientato.

Con il fallimento e la chiusura di moltissime industrie, operai, impiegate domestiche e lavoratori nel settore della costruzione e dei servizi restarono senza lavoro e milioni di argentini andarono ad alimentare un’economia informale di sussistenza.

Mentre si provavano le prime esperienze di fabbriche occupate e autogestite dagli operai con continui attriti con le forze dell’ordine, alcuni si unirono alle associazioni dei piqueteros, gruppi che usavano come metodo di protesta il blocco delle strade e delle arterie di comunicazione urbana e cercavano di assumere la funzione di protezione dei lavoratori come una sorta di sindacati.

Si crearono spontaneamente nei quartieri di tutto il paese delle assemblee per risolvere i problemi di prima necessità e per il mutuo aiuto; gruppi di donne istituirono delle mense comuni, mentre tra i cittadini si andava consolidando l’uso del baratto al posto del denaro.

I prezzi di materiali come carta,vetro e metalli avevano raggiunto picchi altissimi. A causa di questo molte persone, disperate per la povertà, si misero a frugare nella spazzatura urbana in cerca di alimenti e di materiale riciclabile da poter vendere.cartoneros3.jpg


Centinaia di cartoneros, così come vennero chiamati chi svolgeva questo lavoro, nei primi giorni seguenti alla crisi fuggirono dalla periferia di Buenos Aires  e si accamparono nel centro della città, per rovistare di notte nell’immondizia e racimolare qualche soldo.


Passato il momento critico, i cartoneros tornarono a vivere nella periferia o nelle bidonville da dove si erano trasferiti, ma si spostavano tutte le notti in città per lavorare, grazie a un treno che venne istituito apposta per loro, il  cosiddetto “Tren Fantasma”, o “Tren Blanco”.

cartoneros in viaggio per Buenos Aires nel Tren Blanco

Viene calcolato che nel 2002, quando la disoccupazione aveva raggiunto il 20%, 40.000 persone percorressero ogni notte le strade della capitale raccogliendo materiale nella spazzatura, ma ci sono fonti che fanno arrivare il numero anche fino a 100.000.

È in questo clima che nel 2003 i fondatori di Eloísa Cartonera hanno l’idea che li renderà famosi: perché non usare i nuovi ingredienti portati dalla crisi (disoccupazione, povertà, costi altissimi di carta e cartone, spirito creativo e interesse sociale) per creare una nuova e originale proposta culturale?

Non a caso il giornalista T. E. Martinez ha intitolato il suo articolo su Eloísa Cartonera apparso nel sito della Biblioteca Argentina dr Juan Alvarez  “ Los Creadores frente a la crisis”, i creatori di fronte alla crisi.

Eloísa Cartonera

eloisa cartoneraEloísa Cartonera è nata a Buenos Aires nel  marzo 2003 per iniziativa di Santiago Vega (nome d’arte: Washington Cucurto, Quilmes, 1973, scrittore, venditore ambulante e cronista sportivo) e Javier Barilaro (Buenos Aires, 1974, artista plastico e designer grafico), supportati dalla poetessa Fernanda  Laguna, che investì un piccolo capitale per aprire la sede stabile della casa editrice, la bottega-galleria d’arte chiamata “ No hay cuchillo sin rosas”.

Nella bottega si creò un gruppo di scrittori, artisti e cartoneros, che attorno a un grande tavolo si riuniva durante il giorno a dipingere, tagliare cartone, incollare… I libri, tutti di scrittori latinoamericani, conosciuti o contattati per posta elettronica, venivano venduti rapidamente, mentre le mostre alle quali il gruppo partecipava risultavano un successo.

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alcuni componenti di Eloisa Cartonera

Nel 2004  Eloísa Cartonera riuscì ad entrare ad ArteBA, la più grande fiera di arte contemporanea della regione, vincendo lo spazio di esposizione rivolto a progetti artistici di gruppo. In questa occasione la casa editrice si fece conoscere nel mondo delle arti plastiche, vendette molti libri e vinse il primo premio nella sua categoria.

Nel 2006 Eloísa ricevette l’invito a partecipare alla Biennale di San Paolo, una delle mostre d’arte più importanti al mondo.

Nel frattempo, dal passaparola e dal contatto diretto con artisti, studenti di lettere, scrittori, giornalisti di altri paesi del Latino America che erano venuti a sapere di Eloísa o avevano visto i suoi libri alle numerose mostre ed eventi a cui Eloísa aveva partecipato, erano sorte due nuove case editrici cartoneras: Sarita Cartonera a Lima, Perù, e Yerba Mala a El Alto, Bolivia.

Sarita Cartonera

i libri di Sarita Cartonera

Nello stand della Biennale di San Paolo i membri di Eloísa Cartonera  fabbricarono in diretta i libri, e invitarono a collaborare alcuni cartoneros locali, grazie al contatto con una artista di San Paolo che già in precedenza aveva elaborato progetti con cartoneros.

Dopo quest’esperienza, dal gruppo brasiliano che si era formato in quest’occasione venne creata a San Paolo Dulcineia Catadora, la prima casa editrice cartonera di lingua portoghese.

Mentre in tutto il Latino America sorgevano nuove case editrici ispirate allo stampo di Eloísa, nei media argentini e stranieri sorgeva un  interesse sempre maggiore per il nuovo fenomeno: vennero prodotte decine di articoli e interviste per quotidiani e telegiornali sia nazionali che stranieri.

Nel novembre del 2009 l’Università del Wisconsin-Madison ha organizzato la prima “Conferenza Cartonera” a cui vennero invitate le prime otto cartoneras nate nel continente: “Libri cartoneros: Riciclando il paesaggio editoriale in America Latina”.

akademia cartoneraLe case editrici partecipanti sono state:

Eloísa Cartonera: Buenos Aires, Argentina, fondata nel 2003

– Sarita Cartonera: Lima, Perù, fondata nel 2004

– Animita Cartonera: Santiago, Cile, fondata nel 2005

– Mandrágora Cartonera: Cochabamba, Bolivia, fondata nel 2005

– Yerba Mala Cartonera: El Alto, Bolivia, fondata nel  2006

– Dulcinéia Catadora: São Paulo, Brasile, fondata nel 2007

– Yiyi Jambo: Asunción, Paraguay, fondata nel 2007

– La Cartonera: Cuernavaca, Messico, fondata nel 2008.

 

FernaAnda Pappetrice e le Cartoneras Latinas

FernAnda Pappetrice è la prima casa editrice cartonera italiana che si ricollega esplicitamente al fenomeno latino americano.

Ci sembrava di dovere istituire una collana dedicata interamente alle nostre cugine latine. Le stiamo contattando una a una per farci mandare, da chi tra di loro sia interessata, dei testi letterari di autori locali che loro hanno già pubblicato e che pensano possano rappresentarle.

In ogni libro della collana Cartoneras Latinas troverete:

–         il testo dell’autore prescelto con una sua biografia

–         la presentazione della casa editrice latino americana che ce l’ha mandato

–         una nostra breve introduzione per agevolare la lettura

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La collana Cartoneras Latinas esposta ad un banchetto

2 pensieri su “Il fenomeno cartonero

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